X
X

Data center, le rivolte negli Usa

Link

A pochi il nuovo potere dell’AI, agli altri bollette più care (e l’invasione di Big Tech).

Trump ha esentato computer e componenti dei data center dai suoi dazi: l’AI building è favorito rispetto a qualunque altro settore. Ma le proteste degli americani hanno già bloccato decine di costruzioni di data center: ecco perché.

[…] Ciò che preoccupa Carla Houck però a prima vista non ha niente di politico. A un miglio da casa sua c’è un campo incolto. Si sono presentati gli avvocati di un’impresa di costruzioni chiamata DevCo Hobart, costituita in febbraio di quest’anno. Un’azienda senza storia né volto. È lo schermo per coprire l’identità e il disegno delle Big Tech – di solito sono Google, Amazon, Meta, Microsoft o OpenAI – che vuole comprare quel campo e costruirci l’ennesimo, massiccio data center: sei blocchi separati, 1.600 metri di lato in totale, alti 23 metri con impianti di un’altra quindicina sul tetto. Recinzione alta tre volte i limiti consentiti della zona. Personale, a regime: non più di una quarantina di tecnici. Funzione – magazzino di dati o capacità computazionale per l’intelligenza artificiale – mai spiegata. Consumo elettrico e d’acqua, altro mistero; ma di sicuro astronomico.

[…] Da fuori un data center appare come un capannone senza finestre. Dentro contiene file di computer dal pavimento al soffitto per decine, centinaia di metri. Nel mondo dell’intelligenza artificiale, in particolare generativa, serve a produrre l’enorme capacità computazionale che allena gli algoritmi e li rende più potenti. Questa intelligenza è profondamente fisica, materiale: i sistemi divorano elettricità per girare e divorano acqua per raffreddarsi, a costo di dover scavare sotto i data center per decine di metri fino a trovare faglie. Il marito di Carla Houck nota che la bolletta della luce a casa loro è già rincarata del 30% per l’aumento della domanda legata alla rivoluzione dell’AI. Un’analisi di Bloomberg mostra come all’aumento dei data center corrisponde proporzionalmente un rincaro notevole del costo della materia prima elettrica, in proporzione maggiore nelle aree dove la concentrazione di data center è più alta (grafico sotto).

Il miracolo in borsa

Qui c’è un primo fattore di diseguaglianza che rischia di dividere profondamente la società ovunque l’intelligenza artificiale prenderà piede. Dunque, in tutte le economie avanzate. Il valore di borsa di colossi legati a questa rivoluzione come Nvidia (4.450 miliardi di dollari, più 15% nel 2025), Microsoft (3.820 miliardi di dollari, più 6,25% nel 2025), Meta (1.800 miliardi di dollari, più 19,6% quest’anno) o Oracle (830 miliardi, più 52% quest’anno) è legato alla loro capacità computazionale nell’AI e a come riescono a farla crescere. Quest’industria oggi è a uno stadio simile a quello delle ferrovie nell’Inghilterra degli anni Trenta e Quaranta del diciannovesimo secolo, come nota Paul Krugman. Anche allora si trattava di una tecnologia che avrebbe cambiato la storia; anche allora esigeva pesanti investimenti fisici; anche in quel caso la mania speculativa aveva fatto esplodere le valutazioni di borsa molto oltre i profitti prevedibili delle imprese coinvolte. Anche allora, scrive Krugman, ci si affrettò a costruire con l’idea che chi riesce per primo a costruire la rete più forte, diventa il soggetto indispensabile che gode di una rendita monopolistica. Ma proprio come accadde con le ferrovie quasi due secoli fa, si sa già che gli investimenti iniziali non generano ricavi così rapidi e alti da far evitare la bancarotta di buona parte delle imprese in questo business (un recente rapporto del Massachusetts Institute of Technology calcola che il 95% delle imprese dell’AI oggi non è in utile; un recente rapporto di Bain Capital stima invece che mancano al settore almeno 800 miliardi di crescita di ricavi entro il 2030 per rendere sostenibili gli attuali investimenti). Ma si sa anche che la rete così costruita – allora di strade ferrate, oggi di capacità computazionale – è comunque destinata a sopravvivere allo scoppio della bolla e a cambiare il volto della società e il corso della storia economica.