Dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti di Ravenna, Papetti non ha seguito una carriera artistica tradizionale fatta di gallerie e mercato dell’arte. Ha invece unito arte, educazione e gioco. Negli anni Settanta e Ottanta iniziò una lunga ricerca sui giocattoli popolari, sulle tradizioni ludiche e sul riuso creativo dei materiali. Studiò giochi della cultura contadina, incontrò educatori e studiosi del gioco come Mario Lodi, Ettore Guatelli e Gianfranco Zavalloni, sviluppando una propria visione pedagogica fondata sulla creatività manuale e sull’ecologia. Da qui la creazione e direzione del centro educativo La Lucertola, promosso dal Comune di Ravenna. Per oltre trent’anni Papetti vi ha lavorato come coordinatore e animatore, organizzando laboratori di educazione ambientale, costruzione di giocattoli, arte e sperimentazione didattica per bambini e insegnanti. Il messaggio è stato semplice ma potente: ogni oggetto scartato può avere una seconda vita, e ogni bambino può diventare inventore. Per lui il riciclo non è soltanto una pratica ecologica, ma un atto creativo capace di trasformare il mondo con occhi nuovi.E la caratteristica che ha reso celebre Papetti è stata la capacità di dare nuova vita agli oggetti abbandonati. Vecchie cassette della frutta diventano animali fantastici, pezzi di biciclette si trasformano in creature e macchine immaginarie, legni recuperati si convertono in totem, trottole e sculture giocabili. Da questa continua ricerca sono nate opere come le “Gioclette”, i “Bigliodromi”, gli animali fantastici e molte altre creazioni esposte in mostre in Italia e all’estero.